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Banco del Mutuo Soccorso - "Io sono nato libero 1973-2017" (Sony Music, 2017)


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       Tracklist

*CD1 - IO SONO NATO LIBERO 1973*
1. Canto nomade per un prigioniero politico
2. Non mi rompete
3. La città sottile
4. Dopo...niente è più lo stesso
5. Traccia II
*CD2 - LA LIBERTÀ DIFFICILE 2017*
1. Je suis
2. Après rien, rien est plus le même
3. Improvviso: un viaggio alato!
4. Bach chromatic
5. La libertà difficile
6. Intervista a Vittorio Nocenzi

A volte le ristampe discografiche del rock progressivo, e non solo per la verità, sanno di presa in giro: eccoti il disco leggendario, si dice per l'ennesima volta all'appassionato, che non può mancare nella tua discoteca, soprattutto in questa riedizione completamente rimasterizzata! Ecco, spesso non è proprio così, ma l'uscita di questa "legacy edition" del Banco va in controtendenza e merita attenzione. Ripropone intanto un album, questa volta sì, davvero imperdibile del nostro prog d'annata, ma con una serie di sorprese in aggiunta da sottolineare.

L'edizione in doppio CD qui presa in esame (ne esiste anche una mista LP+CD) ripropone ovviamente la sequenza originale di "Io sono nato libero" nel primo dischetto, mentre nel secondo si ascoltano cinque tracce in parte inedite, in parte risultanti da un curioso assemblamento di vecchio e nuovo, e in ultimo una preziosa guida all'ascolto, frutto di un'intervista, nella quale è lo stesso Vittorio Nocenzi a illustrare con dovizia di aneddoti e riflessioni il clima in cui nacque l'album del 1973, oltre alla genesi dei pezzi nuovi. Si conferma così, nelle parole del tastierista e nel semplice riascolto, quanto già sapevamo del gruppo romano: la sua sensibilità al clima socio-politico, come testimonia la lunga "Canto nomade per un prigioniero politico", che riecheggia valori messi in discussione dal golpe cileno di quello stesso anno, ma anche la sua indiscutibile capacità di fare poesia dal nulla, con la celebre "Non mi rompete". Oppure di osare formule di audace contaminazione tra suggestioni colte e accenti surreali ("La città sottile" firmata da Gianni Nocenzi), fino a intonare quello che oggi suonerebbe come un inno pacifista contro tutte le guerre: "Dopo niente è più lo stesso", con l'imperiosa protesta del soldato che torna a casa gravato di dolore e smarrimento. La voce di Francesco Di Giacomo spicca ancora umanissima, grazie al suo timbro tenorile che qui è nel suo momento più alto e ispirato. Come ricorderete, il disco si chiude con "Traccia II", breve ma intenso strumentale nato quasi per caso, ma orchestrato con magnifica perizia sinfonica.

Le sorprese si condensano nel secondo CD, dove si fanno notare anche i nuovi membri del gruppo, in particolare il cantante Tony D'Alessio e il duo ritmico costituito da Marco Capozi (basso) e Fabio Moresco (batteria). "Je suis", dal ritmo sostenuto e il synth in evidenza, insiste sul concetto di libertà con liriche in francese mescolate, non a caso, ad alcuni versi di "Canto nomade". L'arrangiamento suona fresco e dinamico con le tastiere e la chitarra di Nicola Di Già in evidenza, la composizione accattivante, anche se la voce solista non è più quella inimitabile dello scomparso Francesco. Intrigante scorre "Après rien, rien est plus le même", aperta e chiusa dal coro nuziale in lingua albanese, mentre la sezione ritmica e i colori del synth garantiscono la tenuta di questa originale versione di "Dopo niente è più lo stesso", in un impasto suggestivo di rock e folk che porta in primo piano anche il mandolino. "Improvviso: un viaggio alato!" è invece una lettera che omaggia in versi un concerto di Gianni Nocenzi, modulato da Vittorio sulle note del suo pianoforte sempre evocativo. Il tastierista è pienamente nel suo elemento nel successivo "Bach Chromatic": quasi un tributo all'arte del grande compositore tedesco, che pure viene inserito tra spirali di elettronica e chitarra elettrica (Filippo Marcheggiani), in una chiave sorprendente e trascinante, soprattutto nella prima parte, per poi citare esplicitamente alcuni passaggi del Clavicembalo ben temperato, capolavoro assoluto del maestro.

Si chiude con "La libertà difficile", un pezzo decisamente rock che Vittorio firma stavolta insieme al figlio Michelangelo: ancora ritmi ficcanti e parole chiare contro la massificazione della vita odierna, in cerca di un senso praticabile. C'è tutto il Banco, in questa riedizione: non è una semplice ristampa, ma un segno di continuità e coerenza a mio avviso ammirevoli. In attesa di un disco nuovo di zecca a breve termine, già annunciato, godetevi dunque fino in fondo questo manifesto sonoro che fa parte ormai della nostra cultura rock.

Valutazione:                           Per informazioni e contatti: www.bancodelmutuosoccorso.it

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