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La Coscienza di Zeno - "Una vita migliore" (AMS, 2018)


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       Tracklist

1. Lobe Iste Calabu (6:43)
2. Il Posto delle Fragole (8:36)
3. Danza Ferma (5:38)
4. Mordo la Lingua (5:45)
5. L'aspettativa del Bimbo Scuro (8:58)
6. Una Vita Migliore (12:34)
7. Vico del Giglio (2:58)

     Durata complessiva: 51:14

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Attiva dal punto di vista discografico dal 2011, la Coscienza di Zeno è una formazione genovese che arriva al quarto album di studio dopo una graduale crescita di consensi nell'ambiente del prog italiano. Si tratta di un sestetto che si è assestato subito, con minimi avvicendamenti, intorno alla voce solista di Alessio Calandriello, ma in questa occasione supportato da una cospicua sezione di fiati e archi che contribuiscono non poco al buon risultato finale.

La sequenza di snoda in sette episodi, e si fa notare anche per i testi spesso interessanti, seppure piuttosto ermetici: in particolare è il caso de "L'aspettativa del bimbo scuro". Il reparto più strettamente musicale è invece nelle mani dei due tastieristi Luca Scherani e Stefano Agnini, e riesce molto accattivante a cominciare dallo strumentale d'apertura "Lobe iste calabu", un pezzo capace di coniugare le movenze eleganti di chitarra acustica e pianoforte, supportate dal violino, con stacchi ritmici più vigorosi nei quali si esalta il lavoro del batterista Andrea Orlando fino alle note lunghe della chitarra elettrica (Gianluca Origone). Un approccio quasi cameristico, che richiama arie e danze rinascimentali, trionfa invece in un brano come "Danza ferma": vera apoteosi per archi e fiati, soprattutto l'oboe di Gaetano Galli, con una buona performance del cantante Calandriello, e una seconda parte trascinante, che prende corpo anche sul synth in un bel crescendo ritmico. Notevole.

La lunghissima title-track racchiude invece l'anima prog più esplicita del gruppo, compresi i versi, tanto elaborati quanto oscuri: con un grande dispiego di tastiere e synth intorno alla duttile voce solista, il brano evolve tra stacchi e riprese, come nelle tipiche suites dei Settanta italiani più celebrati (Banco in testa), mostrando l'amalgama raggiunto e la caratura tecnica di Scherani e compagni. Pungente qui il lavoro della chitarra solista e sempre eccellente la batteria di Orlando in una composizione aperta e cangiante, tra inserti classicheggianti di piano e vibranti coloriture dell'organo. Anche "Il posto delle fragole", con riferimenti più o meno espliciti al celebre film di Bergman, conferma le influenze del prog classico, con un testo lungo e ramificato, cucito con pazienza sul passo irregolare della musica: si avverte lo sforzo di stare nel metro per la nostra lingua bellissima ma impervia, poco adatta alla ritmica del rock. Tuttosommato, comunque, il risultato è buono. Cadenzato ad arte, coi suoi strappi ben calibrati, è il ritmo di "Mordo la lingua", dove il testo del bassista Gabriele Guido Colombi sembra appunto riflettere, con un pizzico di ironia, su questo immane sforzo linguistico: "Ogni volta ragiono e mordo la lingua."

Per quanto riguarda "L'aspettativa del bimbo scuro", citato all'inizio, è un episodio aperto e tenuto insieme dall'oboe, ma poi articolato con sapienza tra pause d'indubbia eleganza e riprese mordenti del tema principale, con il synth nuovamente in evidenza insieme al pianoforte, al mellotron e alla chitarra acustica. È un gran bel disco "Una vita migliore" e farà felici non solo i patiti più ortodossi del prog d'annata, ma anche gli ascoltatori che chiedono al rock di oggi qualcosa di più originale. Una bella grinta e una scrittura sempre raffinata, infatti, si tengono insieme felicemente in tutti i momenti dell'album, che regala emozioni non banali oltre a diversi picchi espressivi di rilievo qua e là. Lo consiglio.

Valutazione:                       Per informazioni e contatti: www.facebook.com/lacoscienzadizeno.ge

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