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Moon Letters - "Thank You From the Future" (All Music, 2022)


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       Tracklist

1. Sudden Sun (4:19)
2. The Hrossa (6:18)
3. Mother River (4:32)
4. Isolation and Foreboding (6:33)
5. Child of Tomorrow (5:27)
6. Fate of the Alacorn (7:06)
7. Yesterday Is Gone (6:47)

      Durata complessiva: 41:02

Abbondano ormai i nuovi gruppi americani che scelgono di votarsi al prog-rock, molto più di quanto non succedesse nella golden era del genere, quando solo poche formazioni riuscivano a imporsi, e spesso in termini ultraderivativi, nel grande mercato discografico degli Stati Uniti. Quella goccia nel mare ha lasciato un segno però, e oggi molte sono le proposte di qualità che ci arrivano da quei lidi. Una è proprio quella dei Moon Letters.

Questo quintetto di Seattle, che nasce da un crogiuolo di band precedenti e non è composto certo da giovanissimi, in realtà è al secondo disco dopo il debutto ben accolto di "Until They Feel the Sun" (2019), e cerca adesso una conferma con "Thank You From the Future". La prima impressione all'ascolto è quella d'una grande freschezza di base da parte di un gruppo che i suoi riferimenti insomma li ha ben digeriti, mentre poco a poco si apprezza un amalgama già maturo tra le parti, che giova non poco al risultato complessivo: sono sette episodi suonati con grinta e capacità dei singoli, senza inutili virtuosismi ma badando al gioco d'insieme. Lo si nota soprattutto in quello che forse è il cuore del disco, cioè la sequenza intitolata "The Astral Projectionist", che unisce tre episodi, pur distinti, per una durata di circa diciassette minuti. Proprio dove i gruppi odierni devoti al progressive cadono spesso, assemblando tutti gli stilemi possibili del suono settantiano, i Moon Letters riescono, se non a evitarli del tutto, a sintetizzarli in un rock vibrante, fantasioso e calibrato a dovere che si fa apprezzare anche per la bella voce di Michael Trew, spesso supportato dal coro dei compagni. La capacità di sintesi, del resto, è nella durata stessa del disco: appena quarantuno minuti, evviva!

Il primo segmento della suite è "The Hrossa", e sul fraseggio del piano elettrico di John Allday si dipana il tema cantato, molto espressivo, tra pause e riprese incisive sulla chitarra elettrica di Dave Webb: l'insieme suona davvero godibile, grazie anche al drumming eclettico di Kelly Mynes, un batterista spesso decisivo nel risultato finale. Va perfino meglio nel seguito di "Mother River", tra iniezioni potenti di tastiere, organo soprattutto, e la ritmica sempre dinamica, con l'apporto mai banale del bassista Mike Murphy tra le diverse parti e i cori ben orchestrati intorno al canto solista; fino a "Isolation and Foreboding", con le voci in primissimo piano e un mellotron che incombe, mentre basso e batteria s'intrecciano fecondamente e la chitarra solista punge senza eccedere in questo schema vivacissimo. Splendido, nel resto della sequenza, l'attacco malinconico di "Fate of the Alacorn", ben dosato sulla voce di Trew, anche se poi è ancora un rock multiforme a imporsi, tra una chitarra protagonista e il canto cadenzato ad arte: il suono rimane ricco e imprevedibile, tra poliritmi e spazi di synth di buon effetto, fino a una coda possente e sinfonica, con le tastiere in primo piano e la chitarra che graffia. Niente male!

Il quintetto insomma ci sa fare, sia che imbastisca un rock vitaminico davvero molto americano, col suo ritmo frizzante e i felici inserti vocali (l'attacco di "Sudden Sun"), sia che si avventuri in una scrittura più complessa, stratificata, che tuttavia non suona mai pesante come in altri casi. Anche "Child of Tomorrow", con una bella chitarra sotto la parte lirica, e poi l'epilogo di "Yesterday is Gone" confermano la discreta tenuta dell'album: in quest'ultimo brano, ancora il mellotron apre la strada al cantato e resta di sfondo allo sviluppo tumultuoso del tema, finchè è l'organo a salire al proscenio in una trama sempre ricca di breaks e sorprese. La seconda prova dei Moon Letters, per chiudere, regala belle sensazioni, e anche un gruppo di sicuro talento che potrebbe affermarsi presto nel circuito prog internazionale: a mio avviso, le qualità e le premesse ci sono tutte.

Valutazione:                  Sito Ufficiale: www.moonletters.com

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